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Vivere a el Raval, Barcellona
Multietnico, ruvido, sempre in trasformazione. Il Raval è il quartiere più contrastato di Barcellona, e per qualcuno proprio per questo è il più interessante.
Il Raval è la metà ovest della Ciutat Vella, oltre Las Ramblas. Era da sempre il quartiere più povero del centro, abitato da operai, marinai, immigrati e classi sociali che il resto della città teneva ai margini. Negli ultimi vent'anni è cambiato molto: il museo MACBA, l'Università di Barcellona vicina, le nuove rambla aperte abbattendo isolati interi, hanno portato gentrification e attenzione. Ma il Raval resta il Raval.
Cosa è El Raval
È il quartiere più multietnico di Barcellona. Si dice che siano rappresentate qui più di cinquanta nazionalità. Il Filipinos, il Paquistanos, gli arrivi più recenti dal Bangladesh, dall'Africa subsahariana, dal Marocco: ognuno ha lasciato i suoi negozi, le sue moschee, i suoi sapori. Cammini tre isolati e cambi continente.
Chi ci vive
Una fascia di residenti storici — anziani spagnoli e immigrati di prima generazione — ancora forte, soprattutto nella metà sud del quartiere (verso Drassanes). Una fascia di studenti universitari, perché l'università è dietro l'angolo. Una fascia di expat creativi a budget medio-basso, attirati dai prezzi più contenuti del centro e dal carattere bohémien. Le famiglie sono poche ma in aumento nella metà nord, vicino al MACBA.
Com'è di giorno
Vivo, rumoroso, mai elegante. I bar a tutte le ore, gente seduta in piazza a parlare, bambini che giocano in mezzo agli skateboarder davanti al MACBA. La Rambla del Raval — un viale largo aperto negli anni '90 abbattendo cinque isolati — è uno dei luoghi di incontro principali. La Filmoteca de Catalunya, il CCCB, le librerie, i piccoli teatri indipendenti sono parte del tessuto. Negozi etnici per qualsiasi cosa: vestiti, spezie, telefonia, cibo halal.
Com'è la sera
Sera viva ma più ruvida che altrove. Bar economici, cocktail bar di nuova generazione lungo Carrer de Joaquín Costa, locali per concerti piccoli (Marula Café, Robadors 23). Verso la metà sud, in direzione del porto, ci sono ancora zone dove di notte è meglio non camminare da soli — la prostituzione di strada e lo spaccio non sono spariti del tutto, anche se molto ridimensionati rispetto a dieci anni fa.
Spostarsi
Le fermate di metro sono Liceu (L3) sul lato Rambla, Sant Antoni (L2) sul lato ovest, Universitat (L1, L2) a nord, Drassanes (L3) a sud. Tutto il quartiere si gira a piedi. Bike-sharing ben distribuito. Le strade principali (Carrer del Carme, Carrer Hospital) sono pedonali o quasi.
Mangiare e fare la spesa
Una delle migliori zone di Barcellona per mangiare cucina internazionale economica: pakistano, indiano, marocchino, dominicano, filippino, tutto a prezzi onesti. Cucina catalana di qualità si trova ma va cercata (Ca l'Estevet è un'istituzione). Per la spesa quotidiana ci sono diversi piccoli alimentari di immigrati aperti fino a tardi, e il Mercat de Sant Antoni (appena fuori, nel quartiere omonimo) per il fresco.
Quando NON sceglierlo
Se hai bisogno di silenzio, ordine, sicurezza percepita assoluta. Se vivi male in ambienti molto stratificati socialmente. Se ti aspetti il "centro storico cartolina" e ti irrita vedere un quartiere reale, con i suoi problemi sociali ancora aperti. La parte sud verso Drassanes ha episodi di microcriminalità — borseggi, furti — più frequenti che in altre zone.
Se invece ti piace l'idea di vivere in un quartiere che cambia mentre ci abiti, di mangiare a 8 € un thali completo e di parlare cinque lingue in una settimana, il Raval può essere uno dei posti più stimolanti della città.